50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
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La Galleria Cortina - 1962-2013
Maria Papa, "La materia nell'anima" - 2012
Maria Papa 2012, catalogo
Maria Papa 2012, catalogo

È nel cuore degli anni Sessanta che Maria Papa Rostkowska, dopo un'esperienza fervida di scultura in ceramica ad Albisola, approda alla pratica del marmo.

Porta in dote il rapporto tattile prima ancora che visivo con il fare tipico di chi frequenti l'argilla, un senso di organicità del formarsi in cui, in virtù di quello che Henri Focillon già nel 1919, in Technique et sentiment, indicava come "processo galvanico", il flusso emotivo e fisico dell'autore si trasferisce ai processi di generazione della forma, i quali ormai non rispondono più a un intento predeterminato, ma valgono come complesso e concreto coagulo affettivo e operativo.

Di questa sua stagione prima emerge, tuttavia, un carattere che alimenterà anche gli anni successivi, quando tra Querceta e Pietrasanta il marmo imporrà i tempi e i modi di un levare duro e operoso. Ricchezza preziosa, Papa conserva nel suo bagaglio di maturazione una fondamentale esperienza parigina vissuta, per le ragioni biografiche ormai note, nel milieu culturalmente fervido dell'avanguardia storica: che significa, per chi abbia vocazione di scultura, la memoria viva dei Brancusi, Gaudier-Brzeska, Laurens, e l'art vivant dei Lipchitz e Arp e Gilioli, tra gli altri.

Maria Papa al vernissage alla Galerie Moni Calatchi - Parigi, 1966
Maria Papa al vernissage alla Galerie Moni Calatchi - Parigi, 1966

Autori che sono, tutti, portatori d'un figurare sintetico e plasticamente forte ma, più, di una ritrovata primarietà sacrale dell'opera che riassume, in un dibattito in cui i ragionari antropologici sono tutt'altro che accessori e i nutrimenti di biomorfismo surreale continui, una sorta di atavica filigrana totemica: e comunque un'esemplarità che ne fa, primariamente, una forma di nitido umore simbolico.

Maria Papa al vernissage alla Galerie Moni Calatchi - Parigi, 1966
Maria Papa al vernissage alla Galerie Moni Calatchi - Parigi, 1966

È soprattutto questa identificazione solidale della vocazione della materia alla forma che induce Papa a trasferire nella pratica ardua e lenta del marmo concezioni tipiche del plasticare: a partire dal privilegio accordato a una forma improgettata bensì nascente da un rapporto diretto, anche fisicamente personale, con la materia, la cui auscultazione intona la vocazione dell'opera e il lavoro personale di scalpello, il tempo duro e confidente del corpo a corpo con il blocco, sino all'esito che si vuole compiuto. [...]

Papa lavora il marmo senza mediazioni, in rapporto esclusivo: lavora con il marmo. Anche il passaggio dal bozzetto — che, si può ben intuire, è per identità sensibile già a tutti gli effetti scultura compiuta — alla dimensione ritenuta appropriata transita per le mani dell'artista, qualificato dal suo rapporto insieme agonistico ed erotico con la materia.

[...]


Flaminio Gualdoni.


Testo tratto da:
Maria Papa, La materia nell'anima/Matter in the soul, catalogo mostra, a cura di F. Gualdoni, Cortina Arte Edizioni 2011.

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