50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Giancarlo Cazzaniga, "Naturalia. Maitre de cieux et de la nature" - 2012
Giancarlo Cazzaniga 2012, catalogo
Giancarlo Cazzaniga 2012, catalogo

Per la generazione di artisti milanesi cui Giancarlo Cazzaniga (Monza, 1930) appartiene, agli inizi del secondo dopoguerra si presentavano due strade: approfondire la via dell'astrazione o votarsi al realismo sociale, come avevano fatto i loro predecessori. Molti di questi, inoltre, avevano alimentato le file dei pittori informali, che per tutti gli anni Cinquanta avranno un decennio di grande fortuna.

I giovani che in quegli anni frequentavano l'Accademia di Brera o che, come Cazzaniga, si aggiravano le suo milieu, non erano soddisfatti di questa alternativa: l'informale stava provocando una vera e propria "ubriacatura" (in Francia si parlava già di accademia dell'arte astratta), e il realismo sociale non sembrava sufficiente ad esprimere la loro situazione di insofferenza e la loro volontà di rinnovamento linguistico. Veniva così ad aprirsi una nuova via, che dagli anni Sessanta prenderà il nome di "Nuova Figurazione", che proponeva una opzione intermedia, non più figurativa ma figurale, di uscita dall'informale, rispetto al quale si recuperava il valore pregnante di un'immagine riconoscibile, per quanto deformata in senso espressivo.

Tutto questo avveniva in una Milano in pieno fermento, in cui un gruppo di giovani allievi del corso di Aldo Carpi, a Brera, si era unito per esporre assieme, accomunato da un nuovo modo di sentire la figura e la realtà del mondo esterno: erano Bepi Romagnoni, Mino Ceretti, Giuseppe Guerreschi, Giuseppe Banchieri e Tino Vaglieri. Per loro il critico Giorgio Kaisserlian, che aveva presentato la prima mostra di Ceretti, Romagnoni e Guerreschi al Centro San Fedele di Milano, aveva parlato di "realismo fenomenico", mentre era stato un articolo di Marco Valsecchi sul quotidiano "Il Giorno" a suggerire, involontariamente forse, l'etichetta di "realismo esistenziale" che li avrebbe connotati da lì in avanti.

Giancarlo Cazzaniga e Franco Cerri
Giancarlo Cazzaniga e Franco Cerri
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Giancarlo Cazzaniga e Franco Cerri
Giancarlo Cazzaniga e Franco Cerri

In realtà si trattava di una temperie stilistica che riuniva un numero di artisti ben più ampio di questo piccolo gruppo di testa, una tendenza che aleggiava fra le aule dell'Accademia e il bar Giamaica, diventato celebre come luogo di ritrovo degli artisti di allora, giovani e meno giovani.

È qui che Cazzaniga entra in contatto con quell'ambiente, per poi unirsi, insieme a Gianfranco Ferroni e Floriano Bodini, al gruppo iniziale del Realismo Esistenziale. Con Ferroni, in particolare, condividerà lo studio per un certo periodo, in corso Garibaldi a Milano. È qui, ad esempio, che alcune fotografie lo immortalano insieme all'amico musicista Chet Beker, ed è sempre in questo momento che inizia la sua amicizia con altri due maestri del jazz italiano come Franco Cerri ed Enrico Intra. Da allora, infatti, Cazzaniga è il pittore che meglio di altri ha saputo entrare nel mondo notturno della musica jazz, traducendo i profili affilati della nuova figurazione in soffusa sfumatura: più che al contrasto della vita interiore, infatti, il nostro puntava a una restituzione d'atmosfera, ad una indeterminatezza formale che restituiva gli effetti della luce e il "mosso" di una lunga esposizione fotografica.

Ed è con una selezione di opere su questo tema che parteciperà alla XXXI Biennale di Venezia, nel 1962. lo presenta Mario De Micheli, che insiste sulla sua appartenenza «a quel gruppo di giovani artisti che a Milano, intorno al '55, hanno scelto la via di una pittura impegnata nella rappresentazione della vita urbana: le spettrali isole di cemento alla periferia, la gente nelle strade o davanti ai televisori, i bar col fascino artificiale di una nuova mitologia: biliardini e juke boxe» [...].

Da quel punto, poi, la sua ripoduzione comincia a polarizzarsi su una coppia di soggetti: i suonatori di jazz da una parte, i temi di paesaggio e di natura dall'altra. Un paesaggio idilliaco, incontaminato, in cui il rigoglio della vegetazione ha una vitalità propria.

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Luca Pietro Nicoletti.


Testo tratto da:
I cieli di Giancarlo Cazzaniga. Premesse e storia, in Giancarlo Cazzaniga. Naturalia, Maitre de cieux et de la nature, catalogo mostra, Cortina Arte Edizioni 2011.

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