50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
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La Galleria Cortina - 1962-2013
Agenore Fabbri, "Il dramma e la speranza" - 2012
Agenore Fabbri 2012, catalogo
Agenore Fabbri 2012, catalogo

Pochi sono gli artisti che nel corso del novecento hanno esplorato in modo così approfondito e appassionato i campi delle arti figurative cimentandosi con i materiali più disparati e mantenendo tuttavia un altissimo standard qualitativo sia nella ricerca che nell'espressione dell'opera finale, in una parola nell'intero corpus poetico della propria produzione artistica. Agenore Fabbri è uno di questi.

Sin dalle prime sculture negli anni '30, ritratti e figure d'impostazione per lo più classica, inizia la ricerca che lo porterà ad esplorare campi del pensiero artistico attraverso l'uso e lo studio della materia, dalle terrecotte, al gesso, al bronzo, al legno.

E poi successivamente alla pittura componendo le sue opere con materiali quali sassi, plastica, rami, colle, tavole, tele, carta. Mai domo nel suo eterno cercare riesce a tenere alta la tensione lirica sia nelle figure di donna che negli animali, i cani, i gatti, i cavalli, gli insetti atomizzati, che nel suo passaggio all'informale dove esprime tutta la potenza creativa e dove trova forza e sostanza espressiva la drammaticità evocata dalla composizione.

Agenore Fabbri nel suo studio di Milano - 1965
Agenore Fabbri nel suo studio di Milano - 1965
Agenore Fabbri nel suo studio di Milano - 1965
Agenore Fabbri nel suo studio di Milano - 1965

Il colore, poi, ha spazio presente nella sua opera quando negli anni '50 inizia a cimentarsi con la pittura realizzando capolavori come le Ferite, le Rotture, le Lacerazioni, quando la materia pura non plasmata viene composta ed esaltata dall'uso delle cromie primarie, il rosso soprattutto teso a riaffermare la forza del messaggio, un urlo disperato e possente che usa la forma e l'impatto cromatico.

Nei suoi ultimi lavori pittorici, fino ai conclusivi anni '90, è forte la percezione e l'uso dei colori per una tavolozza potentemente espressiva ed attuale. La vita stessa di Fabbri è un'opera d'arte, simbolo di un'epoca feconda e felice dal punto di vista della genesi artistica, dove le amicizie e le frequentazioni aiutavano a crescere non solo gli individui ma anche il movimento e la società culturale coeva. Imprescindibile è stato il rapporto di Fabbri con Lucio Fontana, grande maestro della materia, e di tutto un convivio di amici che si nutriva dello scambio di opinioni come del bere e del mangiare e dello "stare insieme".

C'è poi un rapporto particolare che mi lega a questo autore, un'amicizia e una stima che legava mio padre Renzo ad Agenore, e che mi permette ora di riproporre una mostra dopo la presenza (in collettiva) del 1977. Dopo 35 anni sono fiero di ospitare questo evento nato dall'incontro con un assai illuminato collezionista quale Volker Feierabend e la sua fondazione VAF Stiftung che ne hanno permesso la realizzazione. Non ultimo la collaborazione con Luca Fabbri, figlio di Agenore, con il quale ho ricreato quel filo di amicizia che aveva unito i nostri padri più di trent'anni fa.


Stefano Cortina.


Testo tratto da:
Agenore Fabbri, Il dramma e la speranza, catalogo mostra, a cura di S. Cortina, Cortina Arte Edizioni 2012.

Alcune opere esposte