50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
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La Galleria Cortina - 1962-2013
Lanfranco - Karel Zlin, "Confluenze del surrealismo" - 2011
Lanfranco - Karel Zlin 2011, catalogo
Lanfranco - Karel Zlin 2011, catalogo

«Io non sono un pittore e non mi sono mai sentito un pittore» ripete Lanfranco la prima volta che visito il suo studio di Quintogentole, nel cuore della bassa mantovana: avrebbe voluto fare lo scrittore, anzi meglio si sente soprattutto uno scrittore. In effetti, anche senza prendere questa affermazione alla lettera, l'artista dice il vero: da quando è nato, infatti il Surrealismo si è sempre portato dietro l'etichetta di essere più letteratura che pittura, ossia, in altri termini, di aver prestato più cura alla visualizzazione di mondi immaginari che a dar vita a un nuovo modo di far pittura. Lanfranco, però, non ama nemmeno essere definito pittore surrealista: preferisce dire che la sua è un'arte fantastica, che affonda le proprie radici in un percorso che comincia, nel 1938, lontano da quello del Surrealismo tout court

Lanfranco nel 1962
Lanfranco nel 1962

L'invenzione che mira a illustrare una situazione, quindi, prima del puro valore pittorico. In questo senso, l'interesse principale si rivolge al racconto e all'organizzazione visiva, più che al solo fatto di forme e colori. Lanfranco è, prima di tutto, un grande disegnatore, perché questo è lo strumento che meglio si presta all'invenzione creativa, sebbene i suoi disegni, quando non sono delle vere e proprie opere d'arte finite, siano dei promemoria, dei momenti di ideazione, ma non dei progetti per il quadro definitivo.

Lanfranco nel 1962
Lanfranco nel 1962

E nel campo grafico Lanfranco disegna come uno scultore, con tratto largo e incisivo e con resa volumetrica e sintetica. Per lui dipingere e disegnare sono sempre state due attività semplici come respirare, per cui il virtuosismo tecnico della sua pittura non è una ostentazione di bravura, ma un modo di lavorare a cui si avvicina con la massima concentrazione e la massima umiltà e, soprattutto, con un grande amore.

Se se ne vuole cercare un equivalente letterario, forse la definizione più bella della pittura di Lanfranco è quella data da Dino Villani: «La sua pittura, nell'ambiente, è come una carnosa sofisticata orchidea che sia spuntata fra il biancospino ed i rovi di una irsuta siepe campestre [...]». Ma per riassumere in un unico motto il senso globale di questo lungo percorso nella pittura italiana, non c'è forse di meglio di quelle poche parole di Louis Pauwels che si possono leggere in esergo alla monografia del 1972: «Ci si può domandare perché i poeti non siano ancora andati a sentire, accanto alla scienza, il canto delle realtà fantastiche, se non per timore di dover riconoscere quest'evidenza».

[...]


Luca Pietro Nicoletti.


Testo tratto da:
Lanfranco, Art fantastique/Arte fantastica, catalogo mostra, a cura di S. Cortina e N. Rostkowsky, Cortina Arte Edizioni 2011.

Alcune opere esposte