50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
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La Galleria Cortina - 1962-2013
Ōki Izumi, "Riflessioni giapponesi" - 2009
Oki Izumi 2009, catalogo
Oki Izumi 2009, catalogo

Eccoci infine giunti, varcata è la soglia. Entriamo nel regno di Izumi, il mondo di cristallo che la maga d'oriente ha creato dando corpo e sostanza alla luce, creando strutture e forme plasmate con l'aria fatta materia.

Viene da un antico paese, di millenaria cultura. Giappone si chiama e di quel luogo così lontano dalla verde Europa è la magia che alimenta il fuoco che anima la sua forza creatrice. Calma e con piccole tranquille movenze si sposta all'interno del castello di vetro, verso l'officina dove le idee diverranno tangibili linee e solida forma. L'occhio attraversa gli spazi di cristallo, ammaliato dalle deformazioni del reale che il vetro evoca. Appare incorporea la città costruita sulla roccia, se ben la guardi è la tua città sempre uguale e cangiante, quando cattura la luce e si rifrange nell'iride del curioso viandante.

Ōki Izumi

Esistono forme che si assottigliano, altre che, unendosi, si muovono ondeggiando mentre cammini, ti avvicini, giri attorno, e i riflessi ti confondono, ipnotici, laghi tranquilli che ti attirano, specchi magici che non rifrangono la tua immagine ma i meravigliosi mondi dell'altrove. Non riesci a resistere e avvicini la mano, vuoi accarezzare il sogno, ciò che appare come un curioso gioco di luce. Senti invece la liscia superficie e i bordi taglienti, piano pianissimo, con delicato gesto lasci che i polpastrelli seguano l'increspata linea delle lastre sovrapposte.

Oki Izumi

Socchiudi gli occhi, cammini, ti volgi, forme sempre nuove nascono dall'immagine madre, e la struttura si muove, risponde allo sguardo, comunica silente. Ottica e cinetica, scienza e libero pensiero dell'arte, l'ingegnere pittore, il demiurgo creatore, è Ōki Izumi che lieve si inchina e sorride, iconica creatura di esotiche terre, già seziona con la fervida mente nuove figure, alti palazzi dall'intricato e inestricabile percorso. Labirinti trasparenti imprigionano il corpo, vittima di antiche malie, e lasciano che gli occhi possano al fine fuggire, liberi di correre, ascendere e precipitosamente cadere in un volo librato tra micidiali guglie ed impervie torri.

Organi di cristallo, cascate immote nell'attimo del quando, pur nel silenzio odi la musica di millenari ghiacci che spezzandosi precipitano nel mare fluido che la sapiente mano dell'artefice consegnerà all'immortalità del gesto che si compie in forma. Né appare fredda l'algida superficie che il calore del tuo cuore rifrange. Un gesto d'amore, un altare al Dio sempiterno delle arti, la scultura di luce diventa viva grazie al fuoco dei tuoi occhi. Guarda le mutevoli forme e perditi nel ricordo degli amori perduti, trovati, presenti ché il fare arte, ricorda, è un gesto d'amore e dell'anima.


Stefano Cortina, dicembre 2008.


Testo tratto da:
Ōki Izumi, Riflessioni Giapponesi, catalogo mostra, a cura di S. Cortina, Cortina Arte Edizioni 2013.

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