50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Maria Mulas, "Memoires - 500ª mostra della Galleria Cortina" - 2009
Maria Mulas 2009, catalogo
Maria Mulas 2009, catalogo

Quando accade di visitare un museo di arte antica, e per antica intendo fino alla fine dell'800, noi ci rendiamo conto, oltre alla maestria degli artisti nel lento progredire della pittura, della rappresentazione dell'evoluzione del costume dell'uomo e del paesaggio che lo circonda. Attraverso le opere di Beato Angelico, Botticelli, Brueghel, Rubens, Goya, Poussin, Monet, Segantini (una scelta cronologica assai casuale) e non solo tramite le agiografie iconografiche dei santi o la fisiognomica dei ritratti di principi e vescovi, osserviamo come si sviluppa l'ambiente dal castello, al borgo, alla città, alla campagna e alla natura impervia, e come si modifica il comportamento stesso dell'uomo nelle fogge dei propri abiti come nei comportamenti sociali, dalle feste pubbliche, alle cerimonie, alle battaglie in guerra, alla vita famigliare, l'estasi il dolore, la gioia, la morte. Financo il cibo e l'uso alimentare che ne consegue vengono descritti dalle immagini dei maestri del colore.

Ma tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 qualcosa accadde, l'arte cambia, nuove esigenze infondono dirompenti forze volte ad un epocale cambiamento. La pittura abbandona o quanto meno limita la sua funzione descrittiva e celebrativa per diventare totalmente emozionale, interiore pur nella rappresentazione figurale soggiacente anch'essa alla predominante spirituale del sentimento. La realtà diventa astrazione, metafisica, surrealtà. Questo processo è favorito nei desideri primari dell'uomo di documentare la propria storia con le immagini oltre che con le parole, dalla parallela nascita di una nuova forma d'arte basata inizialmente su metodologie scientifiche e meccaniche ma affermatasi successivamente come autentica ed indipendente espressione artistica, accomunando i propri esponenti ai grandi maestri del passato. Questa nuova branca delle Arti che si affianca alla pittura e alla scultura è la fotografia. [...]

Maria Mulas
Maria Mulas

L'occhio dell'uomo, attraverso lo strumento da lui stesso costruito, diventa il pennello, lo scalpello che crea, cha dà vita eterna a ciò che viene ritratto. L'autore, demiurgo, consegna al tempo il palpito dell'emozione nella fissità di un'immagine, ciò che era prima, ciò che è durante, ciò che verrà dopo. È grazie all'occhio e alla mente che lo comanda, non allo strumento badate bene, è grazie dunque all'occhio di Maria Mulas che ho potuto ricostruire parte della storia della Galleria e questa mostra in particolare.

Tra l'enorme mole del lavoro di Maria ho potuto trarre immagini e "memories" di una vicenda lunga quasi cinquant'anni soffermandomi su sequenze di vita vissuta, nello sviluppo di azioni ed eventi che negli anni '70 caratterizzano la vicenda pubblica della Galleria di mio padre e non solo. Esempi di costume e vitalità che non abitavano certo in esclusiva tra le pareti di Renzo Cortina, ma al contrario erano testimoni di un fervore culturale diffuso di cui sia mio padre che Maria Mulas erano protagonisti attivi se non attori principali. Questa è una doppia celebrazione che mi sento in dovere di fare sia al genitore che all'amica che ha potuto rendere vibrante , tangibile ed eterna la fruizione e la percezione stessa degli accadimenti che vivacizzarono le vicende artistiche e culturali milanesi di quegli anni.

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Stefano Cortina, Wurzburg, 10 aprile 2009.


Testo tratto da:
Maria Mulas. "Memoires - 500ª mostra della Galleria Cortina", catalogo mostra, a cura di S. Cortina, Cortina Arte Edizioni 2009.

Alcune opere esposte