50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
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La Galleria Cortina - 1962-2013
Emilio Tadini, "Il circo magico" - 2008
Emilio Tadini 2008, catalogo
Emilio Tadini 2008, catalogo

<Entrino le genti, venite signore, siate i benvenuti voi tutti, sotto la tenda del magico circo di Emilio. Eccomi qua, sono il vostro anfitrione, vi presenterò ora e per l'eternità il caleidoscopio poetico, le figure fantastiche, il surreale mondo delle fiabe inespresse, ciò che le mie lungimiranti visioni hanno creato. Vi mostrerò dove è nata la storia, là dove la mia idea pittorica ha germinato. Il prodotto della mia ubertosa fantasia è in queste tele, in questi colori, stesi su semplici tavolette ad immortalare i giochi cromatici di improbabili volumi che unendosi in molteplici composizioni formano antropomorfe figure, animali dello zoo dei sogni.

Sono colui che crea pensieri, tramuta la parola in immagine e l'immagine in poesia e racconto. Lo scrittore e il pittore, noi siamo si una razza speciale, siamo coloro che mai si fermano pur di rappresentare, reale, irreale, che importa? Dov'è la differenza, non ve n'è! La vita è sogno, per me sognare è vivere e devo raccontare al mondo i nascosti pensieri, svelare i perduti sentieri dei ricordi. Ciò che io scrivo è, ciò che io dipingo esiste. Ammirate i giocolieri inesistenti, godete dei fantasmi felici immobili nella cornice del tempo, ora è il momento che lo spettacolo cominci!>

Emilio Tadini

Così me lo vedo il giovane Tadini, elegantissimo nella rossa livrea da direttore di circo, arringare la folla in questa ipotetica rappresentazione, lo sguardo penetrante, il sorriso ammaliante, la voce profonda. Credo che avrebbe potuto farlo, il poliedrico Emilio, avvicinatosi giovanissimo al mondo letterario, integra dalla fine degli anni '50 la sua ricerca con l'attività pittorica dando definitivo corpo alla sua inesausta capacità creativa.

Emilio Tadini

Invero cospicuo è il numero della stirpe dei pittori scrittori, da Dino Buzzati a Dario Fo, da Federico Fellini ad Eugenio Montale, ma nel caso dell'Emilio il dilemma su quale degli ambiti artistici prevalga sull'altro è più che amletico, direi quasi sia d'impossibile soluzione. Senza dimenticare la sua grandezza umana, l'innata generosità, l'animo grande che ha saputo vivere una grande stagione culturale e ad essa sopravvivere.

Parlo naturalmente degli straordinari anni '50, gli anni della volontà di ricostruire non solo una nazione, ma la cultura di un popolo, dalla memoria al futuro attraverso una forte identità volta al cambiamento. Sono gli anni del Giamaica, il mitico bar milanese del quartiere di Brera dove si incontravano scrittori, giornalisti, poeti, pittori, musicisti. Tutti convergevano a scambiarsi commenti, a contaminarsi di idee, per crescere tra una discussione e un fiasco di vino. Lì nascevano i pensieri, lì germinava il nostro futuro.

L'amicizia tra persone straordinarie e il melting pot di cervelli sono il segno di un'epoca quasi irripetibile, d'accordo, ma che solo il genio poteva cogliere. Emilio Tadini era uno di questi, un uomo fortunato poiché fornito di doti straordinarie e di una inesauribile vena narrativa. I suoi quadri, infatti, al pari dei suoi scritti, sempre ci raccontano storie, non sono rappresentazioni iconiche fissate in dagherrotipi di materia. Si muovono, si evolvono, parlano. Sia nelle opere primigenie presentate in questo contesto che nelle successive tele dove la parola diverrà essa stessa protagonista e non più nascosta comparsa del magico circo che è l'iconografia pittorica di Tadini.

Non resta dunque che prendere il nostro posto, comodamente assisi e lasciare che lo spettacolo abbia inizio ben sapendo che esso terminerà solo quando cesserà la memoria degli uomini. Quale fortuna è l'immortalità dell'arte e del suo creatore! Ti applaudo, Emilio, mentre tu, sardonico, vistosamente ti inchini scappellando il tuo cilindro da maestro delle illusioni e dei sogni.


Stefano Cortina.


Testo tratto da:
Emilio Tadini, Il circo magico, catalogo mostra, a cura di S. Cortina, Cortina Arte Edizioni 2008.

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