50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
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La Galleria Cortina - 1962-2013
Marcello Dudovich, "Le donne di Marcello Dudovich" - 2004
Marcello Dudovich 2004, catalogo
Marcello Dudovich 2004, catalogo

Marcello Dudovich, nato a Trieste nel 1878 vissuto e morto a Milano nel 1962, è stato indubitabilmente uno dei più grandi interpreti della cartellonistica pubblicitaria dalla fine dell’800 fino agli anni ’40-’50 quando la fotografia, mero strumento grafico, soppiantò il disegno libero come mezzo di comunicazione sia per le aziende che producevano beni o servizi che per le campagne di carattere sociale.

Ed era realmente arte, arte pura quella che accomunava Dudovich a Metlicowitz, a Cappiello, ad Aleardo Villa ed a tanti altri epigoni di Toulouse Lautrec, forse il primo a conferire alla pubblicità dignità di arte. E non solo, allora il manifesto, la pubblicità, era fonte di lavoro per molti artisti veri che da questo campo traevano sostentamento per il prosieguo della propria ricerca.

Da De Pero a Fontana pochi furono i pittori che sino alla fine degli anni ’40 non si cimentarono nel campo grafico comunicativo. Dudovich rimane un caposcuola a livello mondiale, l’eleganza e la forza espressiva del suo segno hanno caratterizzato un’epoca. La serietà del suo lavoro ne faceva uno dei disegnatori più richiesti, era infatti maniacale la sua ricerca della perfezione nelle lunghissime sequenze e studi che precedevano l’opera finale. Consistente è stato infatti il lascito dei suoi “appunti”, se così possiamo definire il consistente corpus di schizzi e reiterati studi che ci ha lasciato.

Non solo nel silenzio del suo studio ma dovunque andasse, il taccuino era il suo fedele compagno dove annotava meticolosamente il proprio diario di immagini e dove le idee della sua fervida immaginazione venivano immortalate per essere poi riprese nel percorso che preludeva al disegno compiuto e finale.

Tra i suoi soggetti preferiti, sia nel disegno libero, che in quello finalizzato alla committenza, vi era senz’altro la donna. Mai come in questo soggetto Dudovich riusciva a trasporre anima, movimento, sensualità. Uomo bellissimo ed elegante, colto e raffinato, amava ed era amato, nobildonne, attrici, signore e fanciulle, i corpi e i volti che lo circondavano divenivano inevitabilmente protagonisti dei suoi disegni. Abile maestro con pochi tratti e con lo strumento più semplice, la matita, dava corpo alle emozioni anche in un semplice bozzetto , per non parlare di uno schizzo. Raramente doveva correggere il suo segno, semmai lo ripeteva ripartendo da zero e archiviando il non soddisfatto come esempio da correggere.

Scorrere i suoi disegni, le sue immagini vuol dire ripercorrere un’epoca non tanto dell’industria ma quanto del costume e della società, vuol dire comprendere la folle energia che pervase la prima metà del ‘900 attraverso le suadenti immagini di quelle donne che, come l’autore, anche noi avremmo amato come simboli, icone di un secolo ormai lontano.


Stefano Cortina.


Testo tratto da:
Marcello Dudovich, Le donne di Dudovich, catalogo mostra, a cura di S. Cortina, Cortina Arte Edizioni 2004.

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