50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Roberto Crippa, "Collage" - 1969
Roberto Crippa 1969, catalogo
Roberto Crippa 1969, catalogo

Quelli che Crippa chiama "collages" sono in realtà una parte importantissima delle sue creazioni; innanzi tutto la parola collages mi sembra in questo caso troppo modesta: la maggior parte di essi sono in realtà dipinti molto importanti, essenziali per il suo lavoro e che, dopo le opere spazialiste, hanno occupato un suo lungo periodo; periodo che è stato determinante per le felici creazioni di oggi. Il complesso "collages di Crippa" costituisce addirittura la chiave di tutta la sua opera per gli amatori d'arte che desiderano comprenderla e farsi rapire dal suo fascino.

Roberto Crippa

Crippa appartiene a una generazione che non può ignorare né il surrealismo né l'astrattismo grafico: fedele amico, da sempre, di Lucio Fontana, lo è anche di Enrico Donati (quel Donati che da New York ha organizzato i nostri primi incontri attorno al 1951). Donati, come tanti altri uomini di cultura degli anni '50, veniva dal Surrealismo e ha desiderato non tanto di uscirne quanto di avanzare in un'altra direzione (come Ossorio, Serpan, Tapies, cito di proposito pittori molto diversi tra loro). Non è né per caso né per solo riferimento storico che io parlo qui di Donati, ma per affrontare quel problema-cardine che ho chiamato "metafisica della materia"; problema del quale Donati ha avuto le prime intuizioni e che si riflette nelle opere di Tàpies, di Wessel, del tedesco Schumacher, del caposcuola giapponese Gutai Yoshihara e di Kay Sato.

Roberto Crippa
Renzo Cortina e Roberto Crippa
Renzo Cortina e Roberto Crippa.

Potrei anche fare nomi ben noti di vari artisti di molti altri paesi e naturalmente, per una notevole parte della sua opera di ieri e di oggi, del nostro amico Roberto Crippa. E oltre al "tema" generale, intendo anche chiarire la nozione di "metafisica della materia", che è essenzialmente il soggetto di questa esposizione. Un tentativo, sul filo di questa ricerca, si può trovare sia nel movimento Dada sia nella creazione di Max Ernst (ma anche Ernst discendeva da Dada e ha voluto e saputo restarci, su due linee diverse apparentemente contraddittorie, sempre a un livello altissimo), sia negli Espressionisti classici o attuali.

Parlo dell'uso deliberato di materie spesse, corpose, con intenti aggressivi, o per via di un loro lato insolito (ora non più tanto evidente) o della loro stessa aggressività (anche perchè insolita), come può essere stato per Dubuffet e, sia pure più raramente, per Fautrier. Fautrier, a parte i famosi "Otages", ha superato la provocazione (che io non critico, anzi, quando viene da artisti di quella statura) per un ambientamento allusivo di un mistero raffinato che è già ai confini della nostra "metafisica della materia". Donati per primo ha integrato questi giochi di materia in un clima magico, in un segno di metafisica alla Nietzsche, ma l'opera di Tàpies ne ha evidenziato la polivalenza aprendo strade che sembrano offrire prospettive assai difficilmente superabili.

Renzo Cortina e Roberto Crippa
Renzo Cortina e Roberto Crippa.

Crippa si è impegnato e tranquillamente installato in questi giochi di materia per costruire una sua "opera": questi collages ne rappresentano la penetrazione stupefatta la cui forza espansiva esplode nei quadri di grande maestria "dipinti" in questi ultimi anni, o "incollati" (poco importa la esattezza del termine quando c'è il segno dell'arte). I collages sono così integrati artisticamente che può fare se gli capita, opere in collaborazione con artisti molto diversi da lui, sia nell'apparenza che nel contenuto, quali possono essere stati Fontana e Brauner (con in più, tengo a precisarlo, il miracolo dell'amicizia).

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Michel Tapié.


Testo tratto da:
Collage di Roberto Crippa, catalogo mostra, a cura di M. Tapié, Galleria d'Arte Cortina 1969.

Alcune opere esposte