50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Mimmo Rotella
Mimmo Rotella
Mimmo Rotella

Mimmo Rotella nasce a Catanzaro il 7 ottobre 1918.

Dopo le scuole medie si trasferisce a Napoli per intraprendere gli studi artistici e nel 1941 a Roma, dove ottiene un impiego al Ministero delle Poste e Telecomunicazioni. Chiamato alle armi, entra nel Corso Allievi Ufficiali della scuola di Nocera e poi alla Scuola Allievi Sottufficiali di Caserta.

Nel 1944 si congeda ed ottiene il diploma al Liceo Artistico di Napoli. Insegna poi disegno nell'Istituto per geometri della sua città e nel 1945 è nuovamente a Roma. Qui, dopo gli inizi figurativi e le prime sperimentazioni, elabora una maniera d'espressione pittorica di matrice neo-geometrica.

Mimmo Rotella -
Mimmo Rotella nel suo studio a Roma - 1945.
Mimmo Rotella - senza titolo, 1953, retrocollage su carta, 47x59 cm
Mimmo Rotella - senza titolo, 1953, retrocollage su carta, 47x59 cm.

Tra le prime mostre a cui prende parte vi sono: la Mostra Sindacale di Arti Figurative del 1947 e tutte le annuali dell'Art Club fino al '51, sia a Roma che a Torino. Nel 1949, come metodo espressivo alternativo, inventa la poesia fonetica: un insieme di parole, anche inventate, di fischi, suoni, numeri e iterazioni onomatopeiche. Tiene la sua prima personale nel 1951 alla Galleria Chiurazzi di Roma, dove espone opere astratto-geometriche che non ottengono però grande favore dalla critica.

Nel 1951 espone a Parigi al Salon des Realistés Nouvelles e poco tempo dopo ottiene una borsa di studio stanziata dalla Fullbright Foundation, grazie alla quale può recarsi negli Stati Uniti, all'Università di Kansas City. Qui realizza una grande composizione murale ed incide poemi fonetici con accompagnamento di strumenti a percussione. Alla Harvard University di Boston si esibisce in una performance di poesia fonetica e ne registra altre per The Library Congress of Washington. Negli Stati Uniti ha anche l'opportunità di conoscere alcuni dei rappresentanti delle nuove correnti artistiche: Robert Rauschemberg, Claes Oldenburg, Cy Twombly, Jackson Pollock e Franz Kline.

Mimmo Rotella - senza titolo, 1953, retrocollage su carta, 47x59 cm
Mimmo Rotella - senza titolo, 1953, retrocollage su carta, 47x59 cm.
Mimmo Rotella - Retro d’affiche come un arazzo, 1956, décollage su tela, 79x131 cm
Mimmo Rotella - "Retro d’affiche come un arazzo", 1956, décollage su tela, 79x131 cm.

Tornato a Roma, nel 1953, vive un periodo di crisi, durante il quale interrompe la produzione pittorica. Convinto che tutto in arte fosse già stato fatto, ha improvvisamente quella che egli stesso definisce "illuminazione Zen": la scoperta del manifesto pubblicitario come espressione artistica, come messaggio della città. Così nasce il décollage (inizialmente collage): incollando sulla tela pezzi di manifesti strappati per strada, contaminando il collage dei cubisti con la matrice dadaista e dissacratrice dell'objet trouvé. Nel 1955, a Roma, in una mostra intitolata "Esposizione d'arte attuale", espone per la prima volta il 'manifesto lacerato' (staccato prima dal muro e poi strappato in laboratorio).

Mimmo Rotella - Gioventù, 1962, decollage su tela
Mimmo Rotella - "Gioventù", 1962, decollage su tela.

I primi riconoscimenti arrivano nel '56 con il Premio Graziano e nel '57 con il Premio Battistoni e della Pubblica Istruzione. Con la serie Cinecittà, del 1958, sceglie le figure ed i volti dell'affiche cinematografico orientando la produzione verso opere di tipo più figurativo.

Mimmo Rotella - Retro d’affiche come un arazzo, 1956, décollage su tela, 79x131 cm
Mimmo Rotella - "Retro d’affiche come un arazzo", 1956, décollage su tela, 79x131 cm.

Alla fine degli anni '50, Rotella è etichettato come 'strappamanifesti' o come 'pittore della carta incollata'. Di notte, armato di temperino, strappa non solo manifesti, ma anche pezzi di lamiera e di zinco dalle intelaiature delle zone d'affissione del Comune di Roma. Qui nel 1958 riceve la visita del critico francese Pierre Restany, con il quale inizia un lungo sodalizio.

Quello stesso anno è presente alla mostra "Nuove tendenze dell'arte italiana", organizzata da Lionello Venturi nella sede della Rome-New York Art Foundation. Nel 1959 una sua opera è riprodotta sulla rivista "Azimuth", fondata a Milano da Enrcio Castellani e Piero Manzoni.

Mimmo Rotella - Gioventù, 1962, decollage su tela
Mimmo Rotella - "Gioventù", 1962, decollage su tela.

Nel 1960 aderisce al Nouveau Réalisme (pur non firmandone il manifesto) che vede raggruppati, fra gli altri, Yves Klein, Jean Tinguely, César, Daniel Spoerri, Arman e Christo. Al gruppo aderiscono anche i francesi Raymond Hains, Jacques Villeglé e Franҫois Dufrêne, operanti anch’essi sul décollage, ma in maniera autonoma.

Mimmo Rotella - Americano, 1967, art typo, 101x133,5 cm
Mimmo Rotella - "Americano", 1967, art typo, 101x133,5 cm.

Lo stesso anno incontra a Roma Willem De Kooning e Mark Rothko. Nel 1961 espone nella storica mostra "À 40° au-dessus de Dada", curata a Parigi da Restany. Nel 1964 è invitato alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia.

Mimmo Rotella - Americano, 1967, art typo, 101x133,5 cm
Mimmo Rotella - "Americano", 1967, art typo, 101x133,5 cm.

Mentre la stampa si interessa sempre più al fenomeno dell'Affichisme, si trasferisce a Parigi, dove comincia ad elaborare un procedimento di produzione seriale mediante la proiezione di immagini in negativo su tela emulsionata. Definirà poi questa operazione: Reportage o Mec-Art (nel 1965 insieme al critico d'arte Otto Hanh ed al pittore Alain Jaquet).

Mimmo Rotella - Ricordi, 1975, art typo, 140x100 cm
Mimmo Rotella - "Ricordi", 1975, art typo, 140x100 cm.

Utilizzando prodotti tipografici, fra il 1967 e il 1973 realizza gli Art-typo, prove di stampa scelte e riprodotte liberamente sulla tela. Con questo procedimento si diverte ad accavallare e sovrapporre le immagini pubblicitarie: «Ho invertito il mio vecchio modo di procedere: prima ho cercato di disintegrare, adesso cerco di reintegrare quella materia, quella realtà».

Mimmo Rotella - Ricordi, 1975, art typo, 140x100 cm
Mimmo Rotella - "Ricordi", 1975, art typo, 140x100 cm.

Agli inizi degli anni Settanta esegue alcuni lavori intervenendo sulle pagine pubblicitarie delle riviste con l'impiego di solventi e riducendole o allo stadio di impronta (frottage) o semplicemente cancellandole (effaçage). Due anni dopo, nel 1972, pubblica una audace autobiografia dal titolo "Autorotella". Le "Plastiforme" nascono nel 1975: manifesti strappati posti su supporto di poliuretano con l'intento di conferire loro una dimensione tridimensionale. Altra sperimentazione di quegli anni è quella di accartocciare i manifesti e chiuderli in cubi di plexiglas.

Mimmo Rotella - Marilyn mito, 1990, 46x66 cm
Mimmo Rotella - "Marilyn mito", 1990, 46x66 cm.

All’inizio degli anni ’80 lascia Parigi per stabilirsi a Milano ed elabora le blanks o coperture d'affiches: manifesti pubblicitari azzerati, ricoperti da fogli bianchi secondo un'operazione concettuale. Nel 1984 riprende i pennelli ed i colori acrilici per realizzare il secondo ciclo di opere dedicate al cinema: Cinecittà 2. Nel 1986 si reca a Cuba per parlare del proprio lavoro presso l'Università dell'Avana ed in quell'occasione si esibisce in una performance sulla lacerazione di manifesti nella piazza della città.

Mimmo Rotella - Marilyn mito, 1990, 46x66 cm
Mimmo Rotella - "Marilyn mito", 1990, 46x66 cm.

Nel 1990 è presente al Centre Pompidou di Parigi nella mostra "Art et Pub" e al Museum of Modern Art di New York in "High and Low". Nel 1992 riceve da parte del Ministro della Cultura francese, Jack Lang, il titolo di "Officiel des arts et des Lettres". Partecipa poi ad alcune mostre a New York, Parigi e Los Angeles.

Nel 1996 l'inaugurazione di una sua mostra, primo caso in Italia, viene diffusa on line su Internet. L’anno dopo dedica il ciclo di opere "Felliniana" al cinema di Federico Fellini e nel 1999 il sindaco della sua città natale, Sergio Abramo, emette un'ordinanza municipale con la quale lo autorizza alla libera defissone di manifesti dal territorio di Catanzaro.

Muore a Milano l'8 gennaio del 2006.



Testo tratto da:
50 e oltre. Storia di una galleria d’arte: La Galleria Cortina 1962-2013, catalogo mostra, a cura di S. Capolongo, Cortina Arte Edizioni 2013.
Maria Brunetti - http://www.archimagazine.com/brotella.htm