50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Maria Papa
Maria Papa
Maria Papa

Maria Baranowska nasce a Varsavia nel 1923.

Nel 1943 sposa Ludwik Rostkowski Jr, importante esponente della social-democrazia polacca, insieme al quale partecipa al salvataggio di numerosi ebrei del Ghetto di Varsavia. Durante l’insurrezione di Varsavia, nel 1944, è attiva nella lotta contro l’armata tedesca ottenendo, dopo la liberazione, la medaglia Virtuti Militari. Durante l’occupazione studia architettura e belle arti, e nel 1945 nasce suo figlio Nicolas Rostkowski.

Maria Papa - Cavallo, 1958, bronzo, h 15 cm
Maria Papa - "Cavallo", 1958, bronzo, h 15 cm.

Nel 1947 riceve una borsa di studio dall’UNESCO, rinnovata poi dal governo francese, per proseguire i propri studi alla Acadèmie des Beau Arts a Parigi.

Maria Papa - Cavallo, 1958, bronzo, h 15 cm
Maria Papa - "Cavallo", 1958, bronzo, h 15 cm.

Nel 1950, rimasta vedova, lascia Varsavia e ottiene un posto di assistente alla Scuola Superiore di Belle Arti di Sopot (Gdansk), città polacca sul Mar Baltico, mentre nel 1953 è nominata professore associato all’Accademia di Belle Arti di Varsavia. In questi anni partecipa a varie esposizioni in Polonia, ottenendo anche numerosi premi. Nel 1954 esegue alcune importanti decorazioni murali nella vecchia città di Lublino e per quest’opera riceve il premio d’Arte dello stato polacco.

Maria Papa - Gualtieri Di San Lazzaro, 1960 ca.
Maria Papa - "Gualtieri Di San Lazzaro", 1960 ca.

Nel 1957 decide di andare a Parigi, scelta questa non legata a ragioni politiche, non per fuggire dal regime, ma per dare al proprio lavoro un più ampio respiro europeo. Quindi, grazie a un invito del pittore Edouard Pignon, si reca nella capitale francese dove conosce l’editore, scrittore e critico d’arte Gualteri di San Lazzaro (al secolo Giuseppe Papa), fondatore della rivista d’arte “XXe Siècle”, che sposerà nel 1958.

Maria Papa - Gualtieri Di San Lazzaro, 1960 ca.
Maria Papa - "Gualtieri Di San Lazzaro", 1960 ca.

Nella Ville Lumière Maria si trova subito al centro della vita artistica parigina. Entra in contatto con i vertici più avanzati delle avanguardie artistiche internazionali e si guadagna il riconoscimento e la stima dei più illustri artisti del tempo. Basterà ricordare che Picasso, sentendo spesso parlare di lei da Pignon, desidererà espressamente conoscerla.

Maria Papa - Testa reale, 1962, terracotta, h 40 cm
Maria Papa - "Testa reale", 1962, terracotta, h 40 cm.

In un certo senso da quando sposa San lazzaro, Maria diventa l’espressione più emblematica dell’ambiente che gravita intorno alla rivista e alla galleria XXe Siècle di rue des Canettes 14, nel quartiere di Saint Germain. È anzi lei, probabilmente, a incentivare e sostenere il marito nell’apertura di una galleria d’arte nella sede della rivista, di cui diventerà ufficialmente la direttrice.

Maria Papa - Testa reale, 1962, terracotta, h 40 cm
Maria Papa - "Testa reale", 1962, terracotta, h 40 cm.

Qui conosce gli artisti più importanti: alcune fotografie la ritraggono insieme a Serge Poliakoff e a Joan Mirò. Ésteve, a partire da allora, le scrive con una certa regolarità, e diventa amica di scrittori, critici e personalità della cultura come Eugene Ionesco, André Pieyre de Mandiargues, Pierre Volboudt, André Verdet, Robert Lebel, Jacques Lassaigne, Beniamino Joppolo, Vittorio de Sica, Cesare Zavattini. Ma anche Nina Kandisky e scultori come Emile Gilioli, Marino Marini, Lucio Fontana e Carlo Sergio Signori non mancheranno in più occasioni di dichiarare la loro stima per il suo lavoro.

Maria Papa - La méditation, 1970, marmo bianco di Carrara, h 57 cm
Maria Papa - "La méditation", 1970, marmo bianco di Carrara, h 57 cm.
Maria Papa - La méditation, 1970, marmo bianco di Carrara, h 57 cm
Maria Papa - "La méditation", 1970, marmo bianco di Carrara, h 57 cm.

Sono questi gli anni in cui, passando le estati ad Albisola (Savona), scopre la ceramica e la terracotta e comincia a dedicarsi principalmente alla scultura. In una prima fase la sua ricerca si concentra sulla modellazione: realizza numerose fusioni a cera persa, rilievi e opere di impianto informale. Lavora nei laboratori di Tullio D’Albisola e passa il tempo in compagnia di Carlo Cordazzo e degli amici artisti che gravitano intorno alla Galleria del Naviglio come Capogrossi, Crippa, Fabbri, Manzoni, Scanavino, Milena Milani, Sassu. Il risultato di quel lavoro febbrile e intenso sarà presentato per la prima volta alla Galleria del Naviglio, nel 1960, con una presentazione di André Verdet.

Seguirà, l’anno successivo, la prima mostra a Parigi, presso la Galleria XXe Siècle, insieme ad Alexander Istrati e Natalia Dumitresco.

Maria Papa - Le petit cactus, 1970, travertino di Siria, 40cm
Maria Papa - "Le petit cactus", 1970, travertino di Siria, 40cm.

Sempre con quelle opere, poi, parteciperà anche a importanti rassegne, come le due edizioni de Le relief, sempre presso la stessa galleria, nel 1960 e nel 1962. in queste mostre Maria Papa si trova in un importante circuito internazionale, che vede la partecipazione di artisti delle avanguardie storiche, come Hans Arp, Marc Chagall, Alberto Magnelli, Massimo Campigli e Sonia Delaunay, e artisti della seconda École de Paris, o italiani come Albert Burri, Agenore Fabbri, Giuseppe Capogrossi e Lucio Fontana. Lo stesso circuito internazionale che incontra partecipando regolarmente, a partire dal 1963, al Salon de Mai di Parigi.

Maria Papa - Fleur, 1972 ca, marmo rosa del Portogallo, h 70 cm ca
Maria Papa - "Fleur", 1972 ca, marmo rosa del Portogallo, h 70 cm ca.
Maria Papa - Le petit cactus, 1970, travertino di Siria, 40cm
Maria Papa - "Le petit cactus", 1970, travertino di Siria, 40cm.

Nel 1966 è invitata da Giuseppe Marchiori a partecipare al Symposium del Marmo organizzato dalla ditta Henraux di Querceta, in Versilia, dove scopre il marmo, che diventerà il suo materiale d’elezione. Nello stesso anno ottiene anche il Premio Nelson William and Noma Copley per la Scultura.

Marchiori presenta la sua seconda mostra al Naviglio, nel 1967, a cui ne seguirà una terza, nel 1972, presentata da San Lazzaro. Da allora, e fino al 1999, la sua vita si dividerà fra la Versilia e Parigi.

Maria Papa - Guerrier, 1986, marmo rosa del Portogallo, h 47 cm
Maria Papa - "Guerrier", 1986, marmo rosa del Portogallo, h 47 cm.

Fino alla morte, nell’ottobre 2008, vive e lavora a Pietrasanta (Lucca), dove ritrova gli amici Marino Marini, Henry Moore, Joan Mirò.

Maria Papa - Le corpe idyllique, 1992, marmo di Carrara e Verona, h 50 cm
Maria Papa - "Le corpe idyllique", 1992, marmo di Carrara e Verona, h 50 cm.

Nell’aprile 2009 la città di Pietrasanta le dedicherà un’importante retrospettiva, rendendo omaggio a una delle rare donne scultrici che si siano dedicate alla “taglia diretta”. Esposizioni commemorative si sono tenute a Parigi, a Varsavia e a Milano nel 2008 e nel 2009.

Maria Papa - Le corpe idyllique, 1992, marmo di Carrara e Verona, h 50 cm
Maria Papa - "Le corpe idyllique", 1992, marmo di Carrara e Verona, h 50 cm.

In anni recenti alcune sue grandi opere sono state collocate in luoghi pubblici a Milano (Centro APICE, Università di Milano), Varsavia (Giardino del Museo Nazionale di polonia), Mentone, Pietrasanta. A Parigi, al Palais Bourbon, proprio davanti alla sala dei deputati del Parlamento Francese, è stata collocata nella primavera del 2011 la scultura monumentale Promesse de Bonheur, alta più di 3 metri, in marmo bianco di Altissimo. Maria Papa è la sola artista non-francese ad avere un’opera al Palais Bourbon. Durante la sua vita Maria Papa ha esposto in più di cento mostre tra personali e collettive in Francia, Italia, Giappone, Polonia, Russia, Corea e Svizzera.

Maria Papa - Edilou ou la jeune fille, 2002, marmo rosa del Portogallo, h 42 cm
Maria Papa - "Edilou ou la jeune fille", 2002, marmo rosa del Portogallo, h 42 cm.

In Polonia nel 1995 la televisione di stato realizza il film La donna e il marmo, a lei dedicato. Anche la radio nazionale ha ospitato numerose sue interviste.



Testo tratto da:
L.P Nicoletti, Maria Papa. Note biografiche, in Maria Papa. La materia nell’anima/ Matter in the soul, catalogo mostra, Cortina Arte Edizioni 2011.