50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Giuseppe Guerreschi
Giuseppe Guerreschi
Giuseppe Guerreschi

Giuseppe Guerreschi nasce a Milano il 15 luglio 1929.

Nel 1946, completati gli studi commerciali, comincia a lavorare presso una banca milanese e, contemporaneamente, a frequentare la scuola serale di nudo presso l'Accademia di Brera. Nel 1950 lascia il lavoro per iscriversi ai corsi regolari dell’Accademia, dove ha come insegnanti Aldo Carpi e Italo Valenti per la pittura, Benvenuto Disertori per l'incisione.

Giuseppe Guerreschi - Ellyson, 1952, disegno su carta, 46x43 cm
Giuseppe Guerreschi - "Ellyson", 1952, disegno su carta, 46x43 cm.

All’inizio degli anni ‘50 ottiene i primi riconoscimenti, tra cui il premio San Fedele (1952) e il premio Dalmine (1953), e nel 1953 tiene la sua prima personale alla galleria San Fedele di Milano. Dopo iniziali esperimenti in chiave astratto-geometrica, la sua ricerca si dirige verso una figurazione formulata in termini nuovi, che possa superare il realismo ideologico e illustrativo di Renato Guttuso. Di ciò tratta la sua tesi di diploma, che discute nel marzo del 1954.

Giuseppe Guerreschi - Ellyson, 1952, disegno su carta, 46x43 cm
Giuseppe Guerreschi - "Ellyson", 1952, disegno su carta, 46x43 cm.

Il 29 aprile dello stesso anno sposa Augusta Laura, conosciuta all'Accademia, dalla quale avrà due figli. Nel 1957 ha inizio la sua collaborazione con il gallerista statunitense C. Feingarten, che si protrae fino al 1960 e gli permette di esporre a Chicago, New York e San Francisco.

Giuseppe Guerreschi - Blocco 2, 1955, acquaforte e acquatinta, 53,7x37,7 cm
Giuseppe Guerreschi - "Blocco 2", 1955, acquaforte e acquatinta, 53,7x37,7 cm.

Nel 1955 partecipa alla VII Quadriennale romana con il dipinto Uomo; e alla I Biennale dell'incisione italiana contemporanea di Venezia si distingue con opere segnate dall'interesse per la grafica dadaista rivoluzionaria berlinese. L'anno successivo espone insieme a Mino Ceretti e Bepi Romagnoni alla galleria San Fedele, in una mostra poi replicata alla galleria Alibert di Roma e al Cavallino di Venezia.

Giuseppe Guerreschi - Blocco 2, 1955, acquaforte e acquatinta, 53,7x37,7 cm
Giuseppe Guerreschi - "Blocco 2", 1955, acquaforte e acquatinta, 53,7x37,7 cm.

In occasione dell'edizione veneziana i tre pittori forniscono una prima dichiarazione programmatica di poetica, che sarà poi definita dalla critica "realismo esistenziale", incentrata su una nuova figurazione legata agli avvenimenti della vita contemporanea e attenta agli aspetti umilianti o drammatici dell'esistenza.

Le due mostre personali tenute a Milano, alla galleria Pater nel 1957 e alla galleria San Fedele nel 1959, portano Guerreschi all'attenzione della critica. Nel 1958 viene invitato alla XXIX Biennale di Venezia con tre dipinti, tra cui Via Montenapoleone, mentre all'VIII Quadriennale romana del 1959 si afferma con opere segnate da una decisa carica espressionista. Alla successiva biennale veneziana ottiene una sala personale in cui espone delle incisioni realizzate tra il 1955 e il 1960, segnalandosi fra i più originali autori della nuova generazione europea.

Giuseppe Guerreschi - Quartierverde, 1961, olio su tela, 100x100 cm
Giuseppe Guerreschi - "Quartierverde", 1961, olio su tela, 100x100 cm.
Giuseppe Guerreschi - Quartierverde, 1961, olio su tela, 100x100 cm
Giuseppe Guerreschi - "Quartierverde", 1961, olio su tela, 100x100 cm.

Negli anni ’60 collabora con il gruppo romano Il pro e il contro, realizzando tre cartelle di incisioni sul tema "La violenza" (1961, 1962, 1964). Nel 1962 conosce lo scrittore Danilo Montaldi, con il quale comincia ad intrattenere una fitta corrispondenza.

Gli anni compresi tra il 1963 e il 1964 vedono Guerreschi particolarmente impegnato come grafico. Nel ’63 realizza una cartella di acqueforti accompagnata da uno scritto di Roberto Roversi e un'altra, nel ’64, con testo di Italo Calvino e in collaborazione con Gianfranco Ferroni e Renzo Vespignani. Nello stesso periodo porta a termine le illustrazioni per "I Tasmaniani" di Emilio Garroni e "Storia antica" di Lorenzo Pignotti, vincendo nel 1964 il premio Biella per l'incisione con un'acquaforte ispirata a una poesia di Roberto Sanesi.

Giuseppe Guerreschi - Pax, 1973, tecnica mista su cartoncino applicato su tela, 100x70 cm
Giuseppe Guerreschi - "Pax", 1973, tecnica mista su cartoncino applicato su tela, 100x70 cm.
Giuseppe Guerreschi - Pax, 1973, tecnica mista su cartoncino applicato su tela, 100x70 cm
Giuseppe Guerreschi - "Pax", 1973, tecnica mista su cartoncino applicato su tela, 100x70 cm.

Ancora nel 1963, presentato da Duilio Morosini, partecipa alla XXXII Biennale di Venezia con una decina di lavori. Il dipinto Men made paradise , che la segreteria della Biennale non espose, viene riproposto alla fine dell'anno alla galleria Il fante di spade insieme con tre lavori posteriori all'esposizione veneziana: Primo e Secondo ritratto di Max e Doppio ritratto di Max. Queste opere aprivano un nuovo indirizzo di ricerca contrassegnato dall'inserimento della dimensione privata dell'artista all'interno del discorso socio-politico e dal ricorso all'immagine fotografica.

Giuseppe Guerreschi - Figura femminile con riquadro azzurro, 1974, olio su tela, 102x146 cm
Giuseppe Guerreschi - "Figura femminile con riquadro azzurro", 1974, olio su tela, 102x146 cm.

il primo grande ciclo tematico realizzato dall'artista, Judaica, viene esposto al Fante di Spade nel gennaio 1967 ed è poi pubblicato in un volume con prefazione di Paolo Levi. Ispirati alla cultura ebraica furono anche la serie dei Profeti (1968-69) e il lavoro di traduzione dei Proverbi jiddisch, pubblicati nel 1975 dalla galleria Bambaia di Busto Arsizio. In questi e nei cicli tematici dei decenni successivi Guerreschi indaga, parallelamente in pittura, nel disegno, nell'incisione e nelle cosiddette Varianti, i temi da lui più sentiti: la civiltà ebraica, la meditazione sulla guerra, la morte, l'eros.

Giuseppe Guerreschi - Figura femminile con riquadro azzurro, 1974, olio su tela, 102x146 cm
Giuseppe Guerreschi - "Figura femminile con riquadro azzurro", 1974, olio su tela, 102x146 cm.

Nel 1982 ottiene il premio del Presidente della Repubblica per la pittura promosso dall'Accademia nazionale di San Luca. Nelle personali tenutesi nel 1984 alla galleria Bergamini e alla galleria Bambaia espone la serie dei Personaggi, nati nella seconda metà degli anni Settanta dalla trasposizione pittorica delle sculture di stoffa della moglie, e quella dei Bucrani e delle Nature morte con figure. In questi lavori il realismo di Guerreschi, già venato di un forte elemento visionario, raggiuge esiti surreali.

Muore a Saint-Laurent-du-Var, presso Nizza, il 14 maggio del 1985.



Testo tratto da:
50 e oltre. Storia di una galleria d’arte: La Galleria Cortina 1962-2013, catalogo mostra, a cura di S. Capolongo, Cortina Arte Edizioni 2013.
- Francesca Franco - http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-guerreschi_(Dizionario-Biografico)/