50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Gianni Dova
Gianni Dova
Gianni Dova

Gianni Dova nasce a Roma l’8 gennaio del 1925. Suo padre è di origine piemontese, mentre la madre è tedesca ed il nonno materno, Carl von Rauchenstein, fu un pittore che affrescò numerose chiese nel Tirolo ed in Baviera.

All’età di sedici anni si trasferisce a Milano insieme alla famiglia. Qui dal 1942 al 1945 frequenta il Liceo Artistico di Brera e ben presto entra in contatto con l’ambiente culturale milanese. In questi anni conosce e frequenta gli artisti che si riunivano nei caffè letterari e che avevano come punto di riferimento il giornale Corrente, edito daTreccani.

Gianni Dova - Due teste e un-personaggio, 1955, smalto su tela, 60x70 cm
Gianni Dova - "Due teste e un-personaggio", 1955, smalto su tela, 60x70 cm.

Nel 1945 sposa Maria Grazia della Valle e s'iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Gianni Dova - Due teste e un-personaggio, 1955, smalto su tela, 60x70 cm
Gianni Dova - "Due teste e un-personaggio", 1955, smalto su tela, 60x70 cm.

Nel 1946 aderisce al Manifesto del Realismo oltre Guernica assieme ad altri, tra cui Morlotti e Cassinari, e un anno dopo tiene la sua prima personale alla Galleria del Cavallino di Venezia. Nel 1947 costituisce con Joppolo, Porzio, Tullier e i pittori Casorati, Meloni, Kodra, il Gruppo di Linea, con un deciso orientamento pittorico neocubista.

Intorno al 1951, divenuto amico di Lucio Fontana, sottoscrive il Manifesto dello Spazialismo e lo stesso anno Gillo Dorfles presenta una sua mostra al Milione di Milano, definendo la sua pittura “nucleare” e “informale”. Questa mostra e la sua presenza a tre edizioni consecutive della Biennale di Venezia (1952, 1954 e 1956) danno a Dova grande notorietà in ambito nazionale e internazionale.

Gianni Dova - Paesaggio, olio su tela, 1956
Gianni Dova - "Paesaggio", olio su tela, 1956.

Nel 1953 si stacca dal gruppo e dà vita a un’arte “embrionale”.

Gianni Dova - Paesaggio, olio su tela, 1956
Gianni Dova - "Paesaggio", olio su tela, 1956.

Nel 1956 apre uno studio ad Anversa, in Belgio, dove stringe amicizia con Lam, Matta e Jorn. Le nuove suggestioni sono surrealiste, con una visionarietà vicina a quella di Max Ernst. Le sue tele, dai colori vitrei si popolano di strani insetti, totem, inquietanti presenze metamorfiche. In seguito torna in Francia, ma viaggia moltissimo, esponendo le sue opere in tutto il mondo.

Nel 1959 è premiato alla Quadriennale di Roma ed espone alla Documenta di Kassel.

Gli anni Sessanta lo vedono fra i protagonisti del nuovo linguaggio artistico italiano e ospite di collettive a Lima, New York, Amsterdam, Bruxelles. Espone ripetutamente al Salon de Mai di Parigi dalla metà degli anni Cinquanta fino al 1967. Nel 1962 e nel 1966 è invitato a esporre alla Biennale di Venezia.

Gianni Dova - Verso sera nella foresta, 1963, olio su tela
Gianni Dova - "Verso sera nella foresta", 1963, olio su tela.
Gianni Dova - Verso sera nella foresta, 1963, olio su tela
Gianni Dova - "Verso sera nella foresta", 1963, olio su tela.

Un lungo soggiorno in Bretagna, dal 1967 al ‘69, farà virare la sua pittura verso nuovi soggetti: giardini, rocce, uccelli. «Sto in Bretagna. L’ho scelta perché cercavo una luce diversa dalla nostra, così colorata. Avevo bisogno di luce fredda tesa metallica, con lunghe ombre viola. Ho seguito gli itinerari degli impressionisti; di Gauguin che amo e di Picasso a Dinard. Mi sono trovato a volare in un mare di leggende, di magie, di sortilegi. I Dolmen e i Menir, in quegli spazi, mi sono apparsi come visioni folgoranti; immagini che sono diventate racconto. Mi lascio andare al flusso dell’oceano e nuoto come un cormorano a picco sulle dune».

La sua pittura si colloca in un’area espressiva tra figurazione e informale con tratti surrealisti. È stato pittore, scultore, ceramista e incisore.

Gianni Dova - Aranci e manghi, 1982, olio su tela, 70x90 cm
Gianni Dova - "Aranci e manghi", 1982, olio su tela, 70x90 cm.

Nell’ultimo ventennio della sua vita ha dato luogo a una serie di “paesaggi” interiori, di pura introspezione psicologica, abbandonando ogni naturalismo.

Muore a Pisa il 14 ottobre del 1991.



Testo tratto da:
50 e oltre. Storia di una galleria d’arte: La Galleria Cortina 1962-2013, catalogo mostra, a cura di S. Capolongo, Cortina Arte Edizioni 2013.
G.Conte, E.Tadini, L.Cavallo, Dova, catalogo mostra Galleria il Castello 1997.
http://www.editaliarte.it/gianni-dova/119/162/
http://www.settemuse.it/pittori_scultori_italiani/gianni_dova.htm