50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Gianfranco Ferroni
Gianfranco Ferroni
Gianfranco Ferroni

Gianfranco Ferroni nasce a Livorno nel 1927.

Vive a Tradate durante gli anni di guerra per poi trasferirsi a Milano, dove nell’ambiente di Brera conosce Giuseppe Guerreschi, Bepi Romagnoni, Giuseppe Banchieri e Tino Vaglieri. Con questi forma il gruppo del Realismo Esistenziale verso la metà degli anni ’50.

Partecipa per la prima volta ad una mostra in occasione del premio Saint Vincent del 1949. Un anno dopo espone alla XXV Biennale di Venezia e nel 1955 tiene la sua prima personale presso la Galleria Schettini di Milano.

Gianfranco Ferroni - A mosca cieca, 1967, olio su tela, 98x114 cm
Gianfranco Ferroni - "A mosca cieca", 1967, olio su tela, 98x114 cm.
Gianfranco Ferroni - A mosca cieca, 1967, olio su tela, 98x114 cm
Gianfranco Ferroni - "A mosca cieca", 1967, olio su tela, 98x114 cm.

Nel 1957 è invitato alla quinta edizione della rassegna “Italia-Francia” a Torino e l’anno dopo è nuovamente alla Biennale di Venezia, dove esporrà ancora nel 1964, 1968 e 1982. Nel 1959 partecipa alla Quadriennale di Roma, alla Biennale del Mediterraneo di Alessandria d’Egitto ed è al centro di un’altra personale alla Galleria Nuova Pesa di Roma.

Alla Biennale del 1968 gli viene assegnata una sala personale. Poiché però decide di aderire ai moti e alle proteste giovanili di quell’anno, espone i dipinti rivolti verso la parete per l’intera durata della mostra. Nel 1980 a Napoli allestisce la grande antologica che ripercorre per tappe tutta la sua attività, a partire dal 1958.

Gianfranco Ferroni - Composizione-racconto, 1970, tecnica mista su cartoncino, 300x383 cm
Gianfranco Ferroni - "Composizione-racconto", 1970, tecnica mista su cartoncino, 300x383 cm.
Gianfranco Ferroni - Composizione-racconto, 1970, tecnica mista su cartoncino, 300x383 cm
Gianfranco Ferroni - "Composizione-racconto", 1970, tecnica mista su cartoncino, 300x383 cm.

Nel corso degli anni il lavoro di Ferroni è analizzato dalla critica più esperta e attenta come Giovanni Testori, Giorgio Mascherpa, Roberto Tassi, Marco Goldin, Vittorio Sgarbi, per citare solo alcuni nomi.

Dopo un primo percorso esistenzialista, la volontà di rappresentare oggettivamente l’uomo e quel che lo circonda, insieme alla conoscenza dell’opera di Francis Bacon e dell’école du regard (scuola dello sguardo), lo conducono verso una pittura di racconto, che alla metà degli anni ’60 sfocia in una sorta di cronaca delle violenze del quotidiano con tangenze Pop. Negli anni ’70 si orienta invece verso una raffigurazione quasi iperrealista, sempre vicino alla cronaca.

Gianfranco Ferroni - Oggetti sul carrello, 1984, matite colorate su carta, 290x235 cm
Gianfranco Ferroni - "Oggetti sul carrello", 1984, matite colorate su carta, 290x235 cm.

Ferroni è anche un maestro riconosciuto dell’acquaforte e delle tecnica incisoria. La sua attività in tale ambito ha inizio nel 1957 e lo porta alla realizzazione di più di 170 lastre, per la maggior parte all'acquaforte.

Muore a Bergamo nel 2001.



Testo tratto da:
50 e oltre. Storia di una galleria d’arte: La Galleria Cortina 1962-2013, catalogo mostra, a cura di S. Capolongo, Cortina Arte Edizioni 2013.
http://www.arsvalue.com/webapp/artista/12793404/gianfranco-ferroni.aspx
http://www.zam.it/biografia_Gianfranco_Ferroni