50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Giacomo Balla
Giacomo Balla
Giacomo Balla

Giacomo Balla nasce a Torino il 18 luglio del 1871.

Fin da bambino dimostra una certa predilezione per le arti. Eredita dal padre la passione per la fotografia, si avvicina allo studio del violino, che però abbandona presto per dedicarsi al disegno ed alla pittura, e dopo gli studi superiori frequenta l’Accademia Albertiniana a Torino. Successivamente viene assunto da un noto fotografo pittore e lì ha modo di conoscere autori come Pellizza da Volpedo e Edmondo De Amicis.

Al principio della sua attività artistica si lascia influenzare dalla pittura divisionista. Le sue prime opere affrontano tematiche sociali, ma nel contempo costituiscono occasioni di sperimentazione sugli effetti della luce, sia naturale che artificiale. Il soggetto del lavoro è spesso presente nella sua arte di questo periodo. Ne è un esempio il trittico La giornata dell'operaio.

Giacomo Balla - La giornata dell'operaio, 1904, olio su cartone, 135x100 cm
Giacomo Balla - "La giornata dell'operaio", 1904, olio su cartone, 135x100 cm.
Giacomo Balla - La giornata dell'operaio, 1904, olio su cartone, 135x100 cm
Giacomo Balla - "La giornata dell'operaio", 1904, olio su cartone, 135x100 cm.

Nel 1895 si trasferisce a Roma al seguito del pedagogista Alessandro Marcucci, fratello della futura moglie Elisa. Qui espone frequentemente alla mostra "Amatori e Cultori".

Nel settembre del 1900 si reca a Parigi per visitare l'Exposition Universelle e vi rimane per sette mesi, durante i quali lavora per l'illustratore Sergio Macchiati. Tornato a Roma, Balla conosce Umberto Boccioni e Gino Severini, dei quali diverrà maestro e con i quali successivamente, insieme a Mario Sironi, aprirà la strada all’avanguardia futurista.

Nel 1903 inizia ad esporre alla Biennale di Venezia, a cui sarà ancora presente in diverse edizioni. In questi anni hanno inizio i suoi studi sul dinamismo, la resa pittorica del movimento, e nel 1910 è tra i firmatari del Manifesto dei pittori futuristi e del Manifesto tecnico della pittura futurista. Le sue ricerche di questo periodo sono testimoniate da dipinti quali: Bambina che corre sul balcone, Dinamismo di un cane al guinzaglio e Le mani del violinista (realizzati nel 1912).

Giacomo Balla - Dinamismo di un cane al guinzaglio, 1912, olio su tela, 90.8x110.2 cm
Giacomo Balla - "Dinamismo di un cane al guinzaglio", 1912, olio su tela, 90.8x110.2 cm.
Giacomo Balla - Dinamismo di un cane al guinzaglio, 1912, olio su tela, 90.8x110.2 cm
Giacomo Balla - "Dinamismo di un cane al guinzaglio", 1912, olio su tela, 90.8x110.2 cm.

In linea con la poetica futurista la sua analisi del movimento coinvolge ben presto le automobili. In diverse opere cerca infatti di rappresentare la velocità del veicolo in corsa attraverso triangoli di luci ed ombre, linee curve e linee diagonali che creano una particolare prospettiva.

Il 1913 rappresenta un anno di svolta, in cui mette all’asta tutte le sue opere e dichiara in un volantino “morto il vecchio Balla” appartenente al primo futurismo. In questa nuova fase della sua vita artistica Balla elabora infatti uno stile nuovo e autonomo come si può notare in Velocità astratta (1913). Un altro risultato di questo periodo sono le Compenetrazioni iridescenti, un ciclo di opere in cui gli effetti della luce e della velocità sono ridotti a pure forme geometriche.

Giacomo Balla - Compenetrazione iridescente radiale (vibrazioni prismatiche), 1913-14, tempera su carta applicata su tela, 40x45 cm
Giacomo Balla - "Compenetrazione iridescente radiale (vibrazioni prismatiche)", 1913-14, tempera su carta applicata su tela, 40x45 cm.
Giacomo Balla - Compenetrazione iridescente radiale (vibrazioni prismatiche), 1913-14, tempera su carta applicata su tela, 40x45 cm
Giacomo Balla - "Compenetrazione iridescente radiale (vibrazioni prismatiche)", 1913-14, tempera su carta applicata su tela, 40x45 cm.

Nel 1915, insieme a Fortunato Depero, redige il Manifesto per la Ricostruzione futurista dell’universo, che mira ad estendere l’estetica futurista ad ogni aspetto della vita. In ambito teatrale è veramente innovativa la scenografia che Balla realizza nel 1917 per il balletto “Feu d’artifice”, con musica di Igor Stravinskij, in cui la presenza umana viene sostituita dall’alternarsi ritmico delle luci. Alla Exposition Internationale d’Arts Décoratifs di Parigi del 1925, a cui partecipa insieme a Fortunato Depero ed Enrico Prampolini, i suoi arazzi vengono premiati.

Per un breve periodo aderisce al secondo Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti. È tra i firmatari del manifesto dell’aeropittura del 1931 e prende parte alla prima mostra di aeropittura futurista. È però l’ultima mostra del movimento a cui partecipa, perché a tal punto della sua vita comincia a rivolgere la propria attenzione verso la pittura figurativa. Così negli anni Trenta abbandona progressivamente il Futurismo, convinto che l'arte pura debba esprimere un realismo assoluto, senza il quale si cadrebbe in forme ornamentali e decorative.

Muore a Roma l’1 marzo del 1958.



Testo tratto da:
50 e oltre. Storia di una galleria d’arte: La Galleria Cortina 1962-2013, catalogo mostra, a cura di S. Capolongo, Cortina Arte Edizioni 2013.
http://www.settemuse.it/pittori_scultori_italiani/giacomo_balla.htm