50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Fortunato Depero
Fortunato Depero
Fortunato Depero

Fortunato Depero nasce a Fondo, in Val di Non, nel 1892.

Giovanissimo si trasferisce a Rovereto, in provincia di Trento, e qui frequenta la Scuola Reale Elisabettina, istituto superiore ad indirizzo di arti applicate.

Tra dicembre e il febbraio del 1914 a Roma entra in contatto con il movimento futurista e partecipa all'Esposizione Libera Futurista Internazionale organizzata dalla Galleria Sprovieri. Fa poi ritorno in Trentino, ma alla notizia dello scoppio della prima guerra mondiale riparte per Roma e qui diviene allievo prediletto di Giacomo Balla, e viene ufficialmente ammesso nel gruppo dei pittori e degli scultori futuristi.

Nel 1915 la sua sperimentazione sui complessi plastici confluisce nel Manifesto della Ricostruzione Futurista dell'Universo, che proietta il Futurismo nella vita, orientandolo verso le arti applicate, oltre la pittura e la scultura.

Fortunato Depero - Complesso plastico motorumorista a luminosità colorate e spruzzatori, 1915, inchiostro su carta, 16x17 cm
Fortunato Depero - "Complesso plastico motorumorista a luminosità colorate e spruzzatori", 1915, inchiostro su carta, 16x17 cm.
Fortunato Depero - Complesso plastico motorumorista a luminosità colorate e spruzzatori, 1915, inchiostro su carta, 16x17 cm
Fortunato Depero - "Complesso plastico motorumorista a luminosità colorate e spruzzatori", 1915, inchiostro su carta, 16x17 cm.

Con l'entrata in guerra dell'Italia si arruola volontario e scopre la differenza tra ideologia interventista e realtà della guerra. Si ammala e viene esonerato dal servizio militare.

Il 1916 lo vede concentrato soprattutto sul teatro sperimentale, con vari progetti per una coreografia che prevede l'uso di costumi mobili, rumoristi e luminosi. Verso la fine dell'anno conosce Diaghilev, impresario dei Balletti Russi, che visita il suo studio e gli commissiona scene e costumi plastici per "Il canto dell'usignolo" con musiche di Stravinskij, e "Il giardino zoologico di Cangiullo" su musiche di Ravel, che però non si realizzeranno. In quello stesso periodo fa la conoscenza del poeta Cocteau e di molti artisti, fra cui Pablo Picasso, Mikhail Larionov e Natalia Gontcharova.

Nel 1917, insieme a Gilbert Clavel (poeta decadente svizzero) progetta a Capri il "Teatro Plastico" nel quale attori e ballerini sono sostituiti da marionette di legno. Durante il soggiorno caprese concepisce anche l'idea dei suoi famosi arazzi; audacissimi mosaici in stoffe colorate, nati forse anche per l'esigenza di riciclare i tessuti acquistati per realizzare i costumi de "Il canto dell'usignolo".

Fortunato Depero - Doppia natura, 1927, tarsia di stoffe colorate, 110x100 cm
Fortunato Depero - "Doppia natura", 1927, tarsia di stoffe colorate, 110x100 cm.
Fortunato Depero - La casa del mago, 1919/20, olio su tela, 150x260 cm
Fortunato Depero - "La casa del mago", 1919/20, olio su tela, 150x260 cm.

Nel febbraio del 1919, dopo aver partecipato all'importante mostra d'avanguardia al Kursaal (dove espone accanto a De Chirico, Carrà, Ferrazzi, e altri), è presente con gran numero di opere a Milano all'Esposizione Nazionale Futurista, dove Marinetti raduna il meglio dei futuristi superstiti e le giovani leve per rilanciare il "Futurismo del dopoguerra". Nella primavera dello stesso anno fa ritorno a Rovereto, ancora distrutta dagli eventi bellici, e lì fonda la sua "Casa d'arte futurista". Sono di quel periodo quadri di grande suggestione e di stampo quasi metafisico, come Città meccanizzata dalle ombre e La casa del Mago, che confermano l'atipicità della sua militanza futurista, fatta più di adesione agli ideali che agli stilemi del movimento.

Fortunato Depero - La casa del mago, 1919/20, olio su tela, 150x260 cm
Fortunato Depero - "La casa del mago", 1919/20, olio su tela, 150x260 cm.

Il 10 gennaio del 1924, nell'ambito della tournée del Nuovo Teatro Futurista, mette in scena al Trianon di Milano il balletto meccanico (o delle locomotive), "Anihccam del 3000", poi replicato in oltre venti città italiane. In quell'occasione realizza i suoi famosi panciotti futuristi indossati anche da Marinetti, Jannelli, Somenzi ed Azari. Nel 1926 partecipa all'esposizione itinerante di Arte Italiana che tocca New York, Washington e Boston ed all'Esposizione Internazionale del Teatro a New York. In occasione di quest’ultima espone i suoi progetti per Stravinskij e quelli dei "Balli Plastici".

Fortunato Depero - Paesaggio alpestre, 1935/36, china e carboncino su carbone 51,5x70 cm
Fortunato Depero - "Paesaggio alpestre", 1935/36, china e carboncino su carbone 51,5x70 cm

Gli anni compresi tra il 1924 e il 1928 sono quelli in cui si concentra maggiormente la sua attività in ambito pubblicitario. Lavora per ditte quali Bianchi, Linoleum, Pathé, Strega, Schering, Verzocchi, Presbitero, Maga, Vido, Banfi, e soprattutto Campari, per cui crea oltre cento celebri bozzetti. Tra la fine degli anni ’20 e l’inizio dei ’30 è a New York. Qui tiene mostre personali, realizza le ambientazioni del Ristorante Zucca e della sala da pranzo del Ristorante Enrico and Paglieri, studia soluzioni sceniche e costumi per il Roxy Theatre e per il balletto "American Sketches" e crea copertine di riviste quali Vogue, Vanity Fair, Sparks, The New Yorker, New Auto Atlas, Atlantica ed altre. Mentre è negli Stati Uniti il suo nome compare tra i sottoscrittori del Manifesto dell'aeropittura futurista.

Fortunato Depero - Paesaggio alpestre, 1935/36, china e carboncino su carbone 51,5x70 cm
Fortunato Depero - "Paesaggio alpestre", 1935/36, china e carboncino su carbone 51,5x70 cm.

Dalla seconda metà degli anni Trenta, poco a poco si defila e fa ritorno in Trentino. In questo periodo la sua pittura si sposta su tematiche alpine e legate al folclore locale. Si dedica anche alle molteplici applicazioni del Buxus, un materiale ottenuto da un processo di ossificazione della cellulosa, con cui produce mobili, oggetti e pannelli decorativi.

Fortunato Depero - Riti e splendori d'osteria, 1944, olio su tavola, 120x80 cm
Fortunato Depero - "Riti e splendori d'osteria", 1944, olio su tavola, 120x80 cm.
Fortunato Depero - Riti e splendori d'osteria, 1944, olio su tavola, 120x80 cm
Fortunato Depero - "Riti e splendori d'osteria", 1944, olio su tavola, 120x80 cm.

Nel 1940 pubblica una monumentale autobiografia, "Fortunato Depero nelle opere e nella vita", in cui riassume quasi trent'anni di attività artistica. Dal 1941 fino alla fine del secondo conflitto mondiale si ritira nella quiete alpestre di Serrada, e lì inizia a riorganizzare la sua produzione e a pensare concretamente al suo museo. Dal 1947, per due anni, è di nuovo a New York, che però trova cambiata dopo la guerra, ostile (il futurismo è ritenuto l'arte del fascismo). Riesce comunque a tenere due mostre personali e a diffondere "So I think So I paint", la traduzione in inglese della sua autobiografia del 1940.

Fortunato Depero - Iride nucleare di gallo, 1950, olio su tavola, 75x59 cm
Fortunato Depero - "Iride nucleare di gallo", 1950, olio su tavola, 75x59 cm.

Tornato a Rovereto, pubblica nel 1950 il Manifesto della pittura e plastica nucleare. Nel 1951 partecipa alla IX Triennale di Milano, che gli dedica una sala personale, e nel 1952 è nella sala dei maestri alla XXVI Biennale di Venezia. Nel 1956 avvia la realizzazione del suo museo, il primo futurista in assoluto, che viene inaugurato nell'agosto del 1959. Nello stesso anno è presente alla mostra commemorativa per il cinquantenario del primo manifesto futurista.

Muore a Rovereto il 29 novembre 1960.



Testo tratto da:
50 e oltre. Storia di una galleria d’arte: La Galleria Cortina 1962-2013, catalogo mostra, a cura di S. Capolongo, Cortina Arte Edizioni 2013.
http://www.archimagazine.com/bdepero.htm