50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Enrico Prampolini
Enrico Prampolini
Enrico Prampolini

Enrico Prampolini nasce a Modena nel 1894.

Dal 1912 frequenta l'Accademia di Belle Arti di Roma, allievo di Duilio Cambellotti. Qui entra in contatto con i principali artisti del Futurismo, ma ha anche modo di collaborare con altri importanti movimenti come il Dadaismo, il Bauhaus, De Stijl, e artisti come Kandinskij, Picasso, Mondrian e Cocteau.

Quello stesso anno espone a Montecatini in una rassegna di gruppo la sua produzione degli inizi (di stampo simbolista), crea illustrazioni per le riviste "L'artista moderno" e "Primavera" e incomincia a scrivere di teatro, musica e arte per vari periodici.

Nel 1914 esordisce con i Futuristi esponendo 13 dipinti alla Galleria Sprovieri di Roma. I suoi lavori sono debitori del dinamismo plastico di Umberto Boccioni e dell'opera di Giacomo Balla, artisti coi quali è in significativa sintonia dal 1915.

Enrico Prampolini - La geometria della volutta - 1923 ca.
Enrico Prampolini - "La geometria della volutta" - 1923 ca.
Enrico Prampolini - La geometria della volutta - 1923 ca.
Enrico Prampolini - "La geometria della volutta" - 1923 ca.

Nel 1916 incontra a Roma Tristan Tzara col quale inizia una collaborazione e lavora alle scenografie del film “Thaïs” di Anton Giulio Bragaglia. Nel 1917 esce la rivista “Noi”, da lui fondata e diretta con Bino Sanminiatelli (che uscirà fino al 1925 con collaborazioni internazionali di prestigiosi autori). Crea anche i costumi per lo spettacolo “La vita dell'uomo” di Leonid Andreiev in scena al Teatro Argentina di Roma. La sua attività di costumista, scenografo e autore teatrale lo porterà negli anni a partecipare a varie esposizioni di scenografia.

Nel 1919, insieme a Mario Recchi, fonda la “Casa d'arte italiana” a Roma e vi presenta una personale con oggetti d'arredo da lui disegnati.

Enrico Prampolini - Guglielmo marconi, 1939
Enrico Prampolini - "Guglielmo marconi", 1939.

Le sue opere degli anni '20 si collocano nell’ambito dell'Arte Meccanica di cui redige il manifesto nel 1923 insieme a Vinicio Paladini e Ivo Pannaggi. È il primo atto espresso dalla seconda generazione dei futuristi.

Enrico Prampolini - Bozzetto di costume per Cocktail di Marinetti, 1927
Enrico Prampolini - "Bozzetto di costume per Cocktail di Marinetti", 1927.

Nei primi anni ’20 incontra i maggiori artisti europei a Ginevra, Praga e Weimar e partecipa a varie esposizioni futuriste in Italia e all'estero. Nel 1925 espone alla III Biennale di Roma: è la prima partecipazione ad un'esposizione ufficiale da parte del gruppo futurista. Nel 1928 concepisce il Padiglione Futurista all’Esposizione del Valentino a Torino. In questi anni inizia anche a condurre ricerche sul polimaterismo, poi realizzate negli anni '30, e crea opere in cui emergono tangenze col surrealismo.

Nel 1929 è a Parigi dove, dopo due nuove personali, aderisce al gruppo astrattista di Seuphor “Cercle et Carré”. In effetti, Prampolini era stato tra i rarissimi artisti in Italia a tentare l'esperienza astratta già lungo gli anni '20.

Enrico Prampolini - Guglielmo marconi, 1939
Enrico Prampolini - "Guglielmo marconi", 1939.
Enrico Prampolini - scenografia teatrale per il balletto Mandarino meraviglioso di Béla Bartok, Milano, Teatro alla Scala, 12 ottobre 1942
Enrico Prampolini - scenografia teatrale per il balletto "Mandarino meraviglioso" di Béla Bartok, Milano, Teatro alla Scala, 12 ottobre 1942.

All’inizio degli anni ’30 è tra i firmatari del Manifesto dell'Aeropittura, di cui sviluppa una personale accezione, interpretata in chiave cosmica e spaziale. È questa una fase di idealismo cosmico documentata dalle sue opere presentate con gli Aeropittori futuristi alla Quadriennale del 1931 e nel 1932 alla mostra “Enrico Prampolini et les aéropeintres futuristes italiens” alla Galérie de la Renaissance di Parigi e alla Biennale di Venezia. Nel 1933, con il progetto “Stazione per aeroporto civile” (realizzato insieme al gruppo futurista) e con un affresco nella Galleria degli Affreschi a Firenze, partecipa alla V Triennale di Milano dove tornerà ad essere invitato nel 1936, 1940 e 1954. L’anno dopo espone con gli Aeropittori in una mostra itinerante ad Amburgo, Berlino, Venezia e Parigi.

Nel 1940 firma con Marinetti, Ciliberti, Rho, Badiali, Licini, Nizzoli, Radice, Sartoris e Terragni, il “Manifesto del Gruppo Primordiali Futuristi Sant'Elia”. Nel 1944 viene pubblicato il suo saggio, “Arte polimaterica: verso un'arte collettiva?”, in cui codifica le sue ricerche. Dopo la guerra affronterà la lezione postcubista e la sperimentazione in area aniconica.

Enrico Prampolini - scenografia teatrale per il balletto Mandarino meraviglioso di Béla Bartok, Milano, Teatro alla Scala, 12 ottobre 1942
Enrico Prampolini - scenografia teatrale per il balletto "Mandarino meraviglioso" di Béla Bartok, Milano, Teatro alla Scala, 12 ottobre 1942.

Nella prima metà degli anni ’50 la sua pittura vira in ambito concreto, per adire in seguito a ricerche in area informale. Nel 1951 partecipa alla mostra “Arte astratta e concreta in Italia” alla Galleria Nazionale d'arte moderna di Roma e la Biennale del 1954 gli dedica un’intera sala in cui vengono esposte 21 sue opere.

Dal 1955 è docente di Scenografia. Quella stessa estate sue opere sono presenti alla Biennale di Venezia, l'ultima mostra cui prende parte.

Muore a Roma nel 1956.



Testo tratto da:
50 e oltre. Storia di una galleria d’arte: La Galleria Cortina 1962-2013, catalogo mostra, a cura di S. Capolongo, Cortina Arte Edizioni 2013.
http://www.arsvalue.com/webapp/artista/12798236/enrico-prampolini.aspx