50 e oltre
La Galleria Cortina
1962-2013
50 e oltre
La Galleria Cortina - 1962-2013
Dadamaino
Dadamaino
Bepi Romagnoni

È il 2 ottobre 1930 quando a Milano nasce Emilia Maino, figlia unica di Giovanni Maino ed Erina Saporiti ai quali sarà unita da un profondo legame per tutta la vita.

Negli anni ’50 inizia a frequentare il quartiere milanese di Brera, il bar Jamaica e contemporaneamente muove i primi passi nel mondo dell’arte: risalgono al 1956 le sue prime partecipazioni a mostre collettive. È questo il periodo in cui comincia a farsi chiamare Eduarda, anche se tutti useranno il diminutivo “Dada”.

Nel 1957 conosce e stringe profonda amicizia con Piero Manzoni. È lui a presentarle Lucio Fontana, da cui trae ispirazione per realizzare i primi Volumi: le tele con grandi squarci ovoidali che saranno i veri precursori di una ricerca ininterrotta che ha caratterizzato tutta la sua carriera artistica.

Dadamaino ed i suoi Volumi con il direttore del museo di Dortmund - Milano 1995
Dadamaino ed i suoi "Volumi" con il direttore del museo di Dortmund - Milano 1995.

Nel 1958 tiene la sua prima personale alla Galleria dei Bossi a Milano.

Dadamaino ed i suoi Volumi con il direttore del museo di Dortmund - Milano 1995
Dadamaino ed i suoi "Volumi" con il direttore del museo di Dortmund - Milano 1995.

Nel 1959 Dadamaino aderisce al gruppo d’avanguardia Azimuth, fondato lo stesso anno da Manzoni ed Enrico Castellani e di cui fa parte anche Agostino Bonalumi. Azimuth organizza mostre in Europa grazie al legame instaurato con i coevi gruppi Zero (Germania), Nul (Olanda), Motus (Francia), che condividono la stessa poetica. È in questo clima fervido che Dada inizia ad esporre all’estero, facendo amicizia con artisti quali Franҫois Morellet, Henk Peeters, nonché con i componenti degli italiani Gruppo N e Gruppo T. Ed è proprio nel contesto di una mostra in Olanda a cui Dada partecipa nel 1961 che comincia ad adottare il nome d’arte “Dadamaino”: l’idea ha spunto da un semplice errore di trascrizione.

Nello stesso anno nasce il movimento internazionale Nuova Tendenza cha ha il merito, tra l’altro, di far conoscere tra loro gli artisti europei. Dada vi aderisce subito partecipando alle biennali che vengono organizzate e così intessendo ulteriori conoscenze.

Dadamaino - Oggetto ottico dinamico inderteminato negativo P. 3, 1963-64. Alluminio filo di nylon e legno
Dadamaino - "Oggetto ottico dinamico inderteminato negativo P. 3", 1963-64. Alluminio filo di nylon e legno.

Il 1962 è l’anno della sua prima personale in Germania, alla Galerie Senatore di Stoccarda e due anni più tardi è invitata alla XIIIª Triennale di Milano.

Dadamaino - Oggetto ottico dinamico inderteminato negativo P. 3, 1963-64. Alluminio filo di nylon e legno
Dadamaino - "Oggetto ottico dinamico inderteminato negativo P. 3", 1963-64. Alluminio filo di nylon e legno.

Nella prima metà degli anni sessanta l’artista realizza le serie dei Volumi, dei Volumi a moduli sfasati, e degli Oggetti ottico-dinamici, strettamente legati allo studio della percezione visiva. A partire dal 1966 inizia la Ricerca del colore in cui approfondisce in modo analitico le molteplici varianti dello spettro solare. Questo lavoro la farà approdare nei primi anni settanta ad un breve episodio di aggregazione con il Gruppo Team-colore che annovera tra i suoi componenti Jorrit Tornquist, Gonschior, Letto e Ludwig. A questo periodo risale la realizzazione delle False prospettive e dei Cromorilievi, legati ancora ad uno studio di luce e movimento.

Dal 1970 Dada inizia a dedicarsi ad opere di carattere segnico, mentre continuano le sue presenze in importanti mostre sia in Italia che all’estero, come le personali alla Galleria del Cavallino di Venezia e alla Ubu di Karlsruhe, entrambe del 1973. La ricerca sul segno si fonde con un’espressione artistica più strettamente legata alla sfera personale ed alla condizione politica che vede impegnata Dadamaino nei movimenti di contestazione di sinistra emersi dal 1968.

Dadamaino al lavoro su un Alfabeto della mente - 1979
Dadamaino al lavoro su un "Alfabeto della mente" - 1979.
Dadamaino al lavoro su un Alfabeto della mente - 1979
Dadamaino al lavoro su un "Alfabeto della mente" - 1979.

A partire soprattutto dalla metà degli anni settanta avvia i cicli degli Inconsci razionali e degli Alfabeti della mente che, come dice la stessa artista, sono «una sorta di scrittura della mente, la mia». Stessa peculiarità hanno i successivi Fatti della vita, ma a differenza degli Alfabeti della mente, in cui la ripetizione di un singolo segno riempie l’intero spazio disponibile, qui i segni sono intervallati da pause lasciate in bianco. È proprio con il ciclo dei Fatti della vita che viene invitata a partecipare alla Biennale di Venezia del 1980: in una sala dedicata unicamente a lei, Dadamaino espone un corpus di 461 lavori scritti con 12 segni (lettere) differenti che costituiscono parte di un personalissimo alfabeto.

Gli anni ottanta proseguono sullo sviluppo di nuovi cicli di opere, il primo dedicato alle Costellazioni, il secondo, iniziato nel 1987, a Il movimento delle cose.

Dadamaino - Il movimento delle cose, 1996 - installazione alla galleria Spazia, Bologna, 2009
Dadamaino - "Il movimento delle cose", 1996 - installazione alla Galleria Spazia, Bologna, 2009.
Dadamaino - Il movimento delle cose, 1996 - installazione alla galleria Spazia, Bologna, 2009
Dadamaino - "Il movimento delle cose", 1996 - installazione alla Galleria Spazia, Bologna, 2009.

Nel frattempo l’attività espositiva la vede impegnata in molte mostre. Nel 1981 tiene personali all’Institut für Moderne Kunst di Norminberga e alla Galerie Walter Storms di Villingen. Nel 1983, a Milano, il Padiglione d’arte contemporanea le dedica un’antologica ed è presente anche a Palazzo Reale in “Arte Programmata e cinetica 1953/1963, l’ultima avanguardia”. Due anni più tardi partecipa a “Arte italiana degli anni ’60” al Castello di Rivoli. Nel 1990 interviene alla Biennale di Venezia esponendo due Movimenti delle cose lunghi 18 metri. Altre importanti mostre costellano gli anni novanta per giungere nel 2000 alla vasta antologica che le dedica il Museo di Boehum. È questo l’anno in cui si conclude la sua lunga carriera artistica.

Muore, dopo un periodo di malattia, il 13 aprile 2004. Le sue ceneri riposano da allora accanto al padre nel piccolo cimitero di La Maddalena, frazione di Somma Lombardo.



Testo tratto da:
V. Riva, Dadamaino. Tracce biografiche, in Dadamaino. “Gli anni ’70, rigore e coerenza”, catalogo mostra, Cortina Arte Edizioni 2012.